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Premiazioni Palzola

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L'ultimo appuntamento ad ogni chiusura di stagione, è la premiazione dei vari circuiti. Domenica scorsa infatti, ad Orago, si è svolta la "cerimonia" per l'assegnazione delle maglie di leader del trofeo Palzola. Ci siamo presentati in tanti e come sempre la festa, è stata all'altezza delle aspettative. Tante le emozioni vissute, tra momenti seri, toccanti e momenti divertenti.
Doveroso ringraziare tutti quelli che, nonostante ci siano a volte polemiche, critiche e differenti idee, si adoperano per fare in modo che persone come me, possano tutte le domenica ed anche i sabati, presentarsi sui campi di gara. 
Senza di voi, questo non sarebbe possibile. GRAZIE!

Sul sito Mastercrossmtb potrete trovare il racconto e le foto di tutta la serata.
Video a cura di Orlando Borini.

Campionato regionale lombardo

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foto S. Costa
Archiviato l'italiano ecco un'altra competizione crossistica: Castronno, chiusura del campionato regionale (questa stagione voluto a tappe) e del 2° criterium varesino. Percorso poco da cross e molto da mtb. Non l'ho mai digerito e sono sempre partita demotivata, come anche questa volta. Ho provato il giro e a parte, sassi e radici raddoppiate, il resto era più o meno come lo scorso anno: prato, cunette, single track, discesa e salita.
Cinque donne al via. Come al solito Fanchini parte a tuono nel prato, con a ruota Bellatti e dietro io che perdo subito alcuni metri. L'idea è quella di pedalare senza strafare, anche perchè sapevo che quel tracciato è veloce ma duro nel finale. I primi due giri sono sufficienti per vedere svanire davanti a me, le due donne B. Le gambe girano, ma non quanto le loro. Il cuore invece batte a dismisura, specialmente dopo la salita; così penso che andare al traguardo diventerà un lungo calvario.
Invece, con il passare dei minuti, le gambe e il cuore vanno meglio e così la testa vola e traina con sè tutto il resto. Pedalata dopo pedalata diminuisco il distacco, scendere in picchiata mi diverte, finalmente non penso più al volo di quel maledetto 6 settembre, mi sento sicura. Per me è una liberazione, perchè in discesa, sin dalle categorie giovanili, mi sono sempre fiondata in testa al gruppo. Davanti a me vedo azzurro, è la mia compagna Bellatti. Non è facile raggiungerla, nelle parti pianeggianti lei è più potente e mi scappa via. 
Però ho a mio favore, un elemento che mi da grinta da vendere: il tifo. A Castronno, ogni anno c'è veramente un sacco di gente che tifa " i Clamas". Questa volta oltre ai "vecchi", ho scorto gente nuova, alcuni che non so nemmeno chi siano, ma che a fine gara si sono avvicinati per dirmi "ero io lì, che ti tifavo", altri sono atleti neo-crossisti. Addirittura ho sentito incitarmi i vigili urbani e i giudici di gara. In ogni tratto c'era qualcuno: FANTASTICI! Il mio rapporto con il tifo è un po' particolare, perchè quando c'è, mi fa scattare qualcosa dentro, che va al di là della condizione; un qualcosa che anche per me è difficile da spiegare.
Poco più di due giri al termine, in salita riesco a sorpassare Sabrina, ma nel prato lei torna avanti e riprende qualche metro di vantaggio. Single track, rettilineo, giù in discesa e poi di nuovo su: l'aggancio, la passo e aumento il ritmo; la campana suona, sono sola, ultimo giro a tutta. Una bella lotta, leale, tra compagne di squadra. Seconda al traguardo, soddisfatta finalmente di aver fatto una gara come si deve: con gambe, testa e cuore. Grazie a tutti per il tifo!


Premiazioni da incorniciare, come sempre a Castronno ci trattano molto bene. Io sono stata premiata per il secondo posto assoluto della gara, per il primo posto del campionato regionale lombardo e del 2° criterium varesino donne "A".




Classifica:
1^ Barbara Fanchini (donne B)
2^ Cristina Cortinovis (1^ donne A)
3^ Sabrina Bellatti (donne B)
4^ Clara Perletti (donne B)
5^ Lucia Rossi (donne A)



Links:

Campionato Italiano 2013: terza

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foto Stefano Costa
Partenza sabato, direzione Borgo d'Ale. Appena arrivata, incomincia a scendere una timida neve, ghiacciata. Mi cambio e salto in sella alla mia bicicletta per provare il percorso, leggermente cambiato dalla prova generale. Con me a girare, ci sono: mio fratello e i compagni di squadra Sabrina e Franco. Qualche scatto, giusto per sentire se la gamba c'è, poi via un po' di giri in agilità. Il terreno è asciutto, non c'è un centimetro di fango. Penso che sarà una gara veloce, ma le condizioni meteo sono un'incognita. Davano neve copiosa per il week-end, come al solito ci hanno azzeccato poco. Arriva altra gente a provare il tracciato, chi in bici e chi a piedi; intanto la neve aumenta e il terreno si tinge di bianco. Dopo un'oretta di sgambata, ci si ricompone, ci si rifocilla e si chiacchiera con i "rivali" e gli amici. La sensazione è buona, perchè buone sono le gambe. Gradirei solo un po' di fango.
foto Giorgio Vianini
Si riparte per Roppolo, dove ci attende un agriturismo niente male, del quale vi metto il sito, nel caso vi servisse un posto dove stare, da quelle parti: Tra Serra e lago. Simpatia, ospitalità, buon cibo, in perfetta tranquillità.
Una doccia, la cena e si va a dormire; la sveglia è alle 6.. e per chi come me, non è abituata ad alzarsi presto, ci sarà da soffrire. La notte è stata un calvario, ogni ora ero sveglia, mi alzavo e controllavo il tempo. Per gli appuntamenti importanti, sin da ragazzina, ho sempre accusato tensione ma, mai come in questa stagione ho sofferto così tanto l'attesa, in quasi tutte le gare. Chissà perchè...
Ore 6.30, nevica. Colazione con pasta; io non riesco a mangiare marmellate, miele, nutella e tutte queste cose che la maggior parte di voi, saranno abituati a "divorare".
Tensione all'apice. Si carica il furgone e si parte, sta nevicando bene, i centimetri sul terreno aumentano. Alla prima salita, dopo poche centinaia di metri, siamo fermi. Catene da montare, tempo perso, tensione alle stelle.
Dieci minuti e siamo a prendere i numeri: 280. Andiamo al percorso, bici pronta, un giro di prova. Le condizioni del terreno sono completamente cambiate, neve e ghiaccio, si scivola ovunque. 
Alla partenza chiamano gli atleti della prima batteria, è ora. Mi allineo, siamo 6 donne A. 
"Via", il nastro si alza, partiamo, la tensione svanisce in un lampo, che liberazione! In testa si porta subito la campionessa uscente Masin, dietro io, alla mia ruota Falco. La prima curva affrontata è quella che anticipa lo striscione d'arrivo. Perdo qualche metro, si scivola; recupero la ruota ma, alla curva dopo perdo ancora, così ad ogni curva successiva. Falco mi passa e si porta sotto alla Masin. Rilancio nei tratti di rettilineo, poi alle curve sono ferma, la sensazione è quella di non stare in piedi. Non l'avrei mai pensato di non essere in grado di affrontare le curve su questo terreno. Però è successo, tutto può succedere. E dire che su neve e ghiaccio, gli anni passati, ho ottenuto qualche vittoria. Non so cosa mi è preso, era un continuo sbagliare a fare le curve. Le gambe andavano bene, non erano imballate, le tre salite e le cunette le facevo senza difficoltà, in questa giornata finalmente, riuscivo a spingere. Purtroppo tutto questo star bene e sentire le gambe rispondere, non sono servite a niente, perchè l'incapacità di affrontare a dovere le curve, ha vanificato il resto. Ho cercato di tenere le ruote degli altri crossisti che mi sorpassavano, ma ad ogni curva rimanevo indietro. Ho cambiato la bicicletta una volta, così da poter far sgonfiare ancora di più i tubolari ma, una volta ripresa la prima bici, non è cambiato molto, andavo bene in tutto, tranne nelle curve. Alla fine ho conquistato l'ultimo gradino del podio, ma sinceramente avrei preferito lottare almeno un po' per le altre posizioni.
Non nego, di avere per questo campionato italiano, un po' di delusione. Così è andata e così la prendo. 
Bravissima Sabrina Masin a riconfermare la maglia tricolore dello scorso anno e altrettanto brava la Falco con il suo secondo posto, new entry tra le "solite" crossiste.


Classifica:
1^ Sabrina Masin
2^ Cristina Falco
3^ Cristina Cortinovis
4^ Patrizia Caimi
5^ Samantha Profumo
6^ Silvia Bertocco


Premiazioni udace Varese

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Come ogni anno, il comitato Udace di Varese ha premiato gli atleti che si sono distinti nelle gare più importanti della stagione. 




Serata giovani

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Sindaco di Cucciago
Con un po' di ritardo, eccomi qui a scrivere qualche riga sull'ultima premiazione della stagione, tenutasi l'8 marzo. La "serata giovani", voluta dall'amministrazione comunale di Cucciago, ha visto le premiazioni di ragazzi Cucciaghesi che nello scorso anno, si sono distinti per i risultati conseguiti  in diversi ambiti. La serata è stata presentata simpaticamente da Pinuccia Poli, con la presenza del primo cittadino Luciano Frigerio, di Arcangelo Bagni e Andrea Trinchieri  in veste di ospite "vip"... visto che si tratta del noto e titolato allenatore di serie A della squadra NGC Bennet pallacanestro Cantù. Quindici i ragazzi premiati, tra i quali la sottoscritta, per aver conseguito il primo posto nel campionato italiano di ciclocross a Busalla, lo scorso anno. Un buon numero di giovani promettenti, visto che il paese conta poco più di 3400 abitanti. Una bella serata, con parecchi interventi tenuti da parte dei premiati e degli ospiti; uno su tutti a mio parere, quello di Trinchieri che ha voluto sottolineare che lo sport, può e deve essere anche una grande lezione di vita.



Ringrazio Antonio Parolin per la documentazione fornita. Altre foto nella galleria "ciclocross 2011-2012".

Belgioioso super!

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Anche questa volta sono un po' in ritardo con la cronaca della corsa di domenica, tenutasi a Belgioioso, località che già qualche anno fa, aveva ospitato i campionati lombardi. Questa volta però gli organizzatori hanno fatto un ulteriore sforzo, ed hanno organizzato il campionato europeo di ciclocross udace.
In merito alla titolazione della gara che l'udace continua a proporre, ci sarebbe da fare qualche appunto, ma visto che ci sono altri blog che ne hanno parlato, io tralascio. Dico solo che forse dovrebbero essere anticipati rispetto al campionato italiano, in modo che la presenza degli atleti sia di alto numero. A Belgioioso infatti, vuoi per l'influenza, vuoi che siamo a fine stagione, in molti mancavano.
Chi ha fatto un lavoro impeccabile è stata tutta l'organizzazione del team Scarini. Scelta e disposizione del percorso eccellenti. Asfalto per l'arrivo, discese, salite a piedi, ostacoli e percorso molto ampio, per permettere a tutti di sorpassare ed essere sorpassati senza difficoltà. Certo è che questi signori hanno faticato e non poco per "disegnare" questo tracciato, tanti di quei paletti e km di fettucciato, che farebbero invidia anche ai percorsi dell'FCI! Questi sono i percorsi che tutti vorrebbero trovarsi ad affrontare, che Belgioioso sia di esempio a chi mette in piedi una gara...
E vogliamo parlare delle premiazioni? A dir poco super! Una volta entrati nella palestra, al primo colpo d'occhio appareva una scenografia bestiale. Premi per tutti.. e che premi, i migliori della stagione senz'altro!
Gara promossa a pieni voti, ci auguriamo che diventi uno dei percorsi "classici" o titolati, del prossimo anno.



Visto che lo speaker lascia che qualcuno lo commenti, lo faccio io. Come sempre Arnaldo Priori, con il suo commento professionale e tecnico è di aiuto a tutti gli atleti e alla giuria... ed è colui che completa l'opera per il pubblico, perchè una competizione è carina se vista, ma se c'è lui che la racconta diventa ancor più bella! E non dimentichiamoci di Giusy, lei non si sente al microfono, ma è il braccio destro del marito. Anche voi promossi a pieni voti.
foto by Sandropan
Un giro di prova, ed il percorso mi è entrato subito in simpatia. L'unica mia pecca è non aver provato a fare la prima discesa in bicicletta. Quando mi sono trovata davanti quel muro, dal quale buttarsi giù, mi è partito un blocco mentale! Cento pensieri per la testa e così la decisione di provarlo a piedi, cosa che poi purtroppo, ho fatto per tutta la gara. La partenza non è stata malvagia, certo ho subito perso le ruote della Masin, la tricolore della mia categoria, ma ho retto per un po' il ritmo della Jackson che è campionessa lombarda e della Barbero, seconda all'italiano. Nella parte bassa del tracciato, anche se il terreno in alcuni tratti era pesante per il fango, mi sembrava di pedalare bene, tant'è che per tutta la gara ho usato il 42. Qualcuno dirà "io lo uso sempre", sì ma noi donne no e per me che sono senza allenamento, è un piccolo traguardo raggiunto. Purtroppo come dicevo, la prima discesa è stata l'elemento nero della giornata, perchè facendola a piedi perdevo terreno su terreno; un vero peccato perchè con Silvia Barbero ero sempre lì lì, un continuo elastico. Ai fini della classifica, la gara è andata poco bene; ma se considero il distacco dalle prime e il ritmo che riuscivo a tenere, direi che sono più che soddisfatta. La spalla invece me la sono proprio dimenticata, per fortuna non ha dato problemi... anche se sto ancora facendo fisioterapia tre volte alla settimana. Quando finirò? Boh!
Mi promuovo da sola! :-)



Udace e regolamenti.
Ha vinto una tizia mai vista nelle nostre competizioni, una donna amatore della FCI. Questa cosa ha lasciato un po' di gente perplessa, ad esser sincera anche me. Ma il regolamento a quanto pare, dice che questa competizione era aperta anche agli altri enti. Insomma regole un po' strane, un po' come per l'assegnazione del campionato lombardo junior di ciclocross che... ha visto vincere un atleta con una mtb. 
Altro piccolo appunto è per la prima partenza, la mia. Un po' di atleti non facevano alcuni ostacoli. Il casino è saltato fuori solo perchè i primavera, sulla riga di partenza, hanno chiesto come dovevano comportarsi nei tratti con ostacoli. Qualcuno non primavera, ha capito o ha fatto finta di capire che non dovevano essere fatti. La giuria, dovrebbe assegnare ad alcuni, il compito di controllare i non saltatori di ostacoli. A parte questo piccolo neo, risoltosi nelle competizioni successive, la giuria ha svolto un ottimo e veloce lavoro!

Spettacolo lo hanno dato due nomi noti della Pengo: Laverda e Corradini. Vederli fasciati del tricolore, pedalare e correre insieme con una leggerezza incredibile, hanno fatto sì che, la giornata si completasse di una bellezza che verrà sicuramente ricordata per molto tempo, da tutti i presenti.




Classifica
1 Vallortigara Sarah
2 Masin Sabrina
3 Jackson Janine
4 Barbero Silvia
5 Cortinovis Cristina
6 Caimi Patrizia





Links

Tre mesi dopo l'incidente...

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Dall'ultimo post è passato quasi un mese.. altri trenta giorni senza che io abbia toccato le due ruote. In questi giorni ho cominciato il quarto ciclo di fisioterapia. La situazione migliora, ma ad un ritmo veramente lento; pensavo che la riabilitazione durasse meno, così come mi aveva fatto sperare uno dei tre ortopedici che mi hanno visitata, invece come dice il fisiatra, "ci vuole tempo!". Ed ecco che posso rispondere nuovamente alla domanda "quando rientri?", con un bel "non lo so!". Se avrò notizie, le comunicherò di volta in volta. Intanto mi limito a venire a vedere qualche gara di cross.

Novembre è stato il mese delle premiazioni per la stagione 2011, due per l'esattezza. Il GRAN GALA VARESINO, che quest'anno grazie a Sergio Gianoli ed Arnaldo Priori, ha voluto premiare gli atleti udacini che si sono vestiti di maglie importanti e la consueta premiazione udacina da parte del COMITATO DI VARESE.



Ecco i links dove potrete leggere la cronaca delle serate e più sotto due foto.

Gran gala varesino

Comitato di Varese

Premiazioni 2010 comitato di Varese

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Sabato sera si sono svolte a Cassinetta di Biandronno, le premiazioni per gli atleti varesini che si sono distinti nel corso della stagione.
Articolo e foto di Arnaldo e Giusy Priori su newsciclismo.com.

foto Priori

Tiriamo le somme

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Sono ormai due settimane che il ciclocross è finito.. fuori sembra arrivi aria di primavera, ma io mi sto godendo un po' di riposo dalla bici. Forse domani, mi concederò una sgambata.. sempre che ci sia bel tempo!
Una settimana fa si è tenuta ad Orago, la premiazione finale del trofeo Ghidoni. La premiazione per chi ha ottenuto una maglia prestigiosa, è stata molto gradita. (Potete vedere nella foto il premio).
Notizie un po' inaspettate, mi hanno lasciata perplessa sulla futura stagione di cross.. speriamo bene!
Ed ora è giunto il momento di tirare le somme!

  • 23 gare alle quali ho partecipato
  • 3 quinti posti
  • 6 quarti posti
  • 10 terzi posti
  • 2 secondi posti
  • 2 primi posti (salgono a quota sei, se considero le vittorie divise tra donne A e B)
  • maglia di campionessa provinciale
  • seconda nella classifica finale del trofeo Ghidoni (sia generale che divisa tra A e B)
  • ultima ma più importante, la maglia di campionessa italiana tra le donne A
Cosa dite, ottima "annata"? Io, non mi lamento!

I prossimi appuntamenti non li so nemmeno io.. certo è, che fino a primavera non farò nessuna competizione. Più in là qualche corsa di mtb, giusto per "tenere" la gamba e forse qualche cronoscalata (su strada), tanto per sfidare le salite e faticare un po'.

(foto Travison)

Ospite

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Nella mattinata di ieri a Busto Arsizio, è stata presentata la squadra "U.C. BUSTESE OLONIA 2010". Io e Fanchini, siamo state premiate con un gradito mazzo di fiori, per il recente titolo italiano conquistato.
Un ringraziamento a tutti i componenti della squadra ed un in bocca al lupo a tutti e dieci gli atleti, per l'imminente stagione.




(foto Cantoni)



Gambe, testa, un po' di fango.. ed è tricolore!

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Vò Euganeo, paese del padovano, ha ospitato la rassegna tricolore di ciclocross amatori udace. Per l'occasione, in molti sono partiti sabato mattina, per poter fare con calma le varie operazioni pregara. L'organizzazione è stata a cura del "Veloclub Baone",in collaborazione con l'azienda vitivinicola Facchin; non mancava niente, tutto perfettamente curato.
Anche io sono arrivata sabato in tarda mattinata a Vo'. Il primo impatto visivo sul percorso è stato gradevole. Le dolci colline con i filari di viti erano un incanto. Giusto il tempo di salutare chi era presente, poi subito a cambiarsi per fare un paio di giri di prova in compagnia di mio fratello, Mirco, Sabrina, Clara e i fratelli Pivotto. I boys andavano un po' forte per noi, così le tre "carline" (così ci chiama Clara Perletti), hanno proseguito con il loro passo. Mentre percorrevo il tracciato, pensavo a quanto fosse duro, visto che oltre alle pendenze sfavorevoli si trovava parecchio terreno infangato. Non era però il solito fango al quale sono abituata, lì il terreno era parecchio argilloso, e la terra mista ad acqua rimaneva ben salda sulle ruote. Sono bastati due giri per rendere la bici, una specie di carroarmato poco scorrevole. Il tempo sereno, faceva ben sperare per il giorno successivo. Se avessimo corso con la pioggia, saremmo stati più podisti che crossisti! Il percorso dopo averlo provato, mi piaceva, uno di quelli adatti a me, un mix di sali e scendi, con lunghi rettilinei e due strappetti, uno dei quali portava all'arrivo. Dopo aver provato il percorso, una sistemata alle bici e via un po' di pedalate su strada, giusto per sciogliere le gambe e fare quattro chiacchiere in compagnia. Devo dire che le strade del padovano sono ben curate, non abbiamo "beccato" una buca, non come qua che sembra di pedalare come equilibristi, tra crateri e automobilisti impazienti! Una volta finito di sistemare le bici, ci siamo recati in agriturismo. La mia camera era da ben quattro posti, occupati da personaggi familiari, che sparavano stupidate una peggio dell'altra! Era l'unico modo per passare il tempo prima di cenare e scacciare eventuali pensieri. Una bella tavolata quella di sabato, gente di buona compagnia, chi più o meno teso per la gara, chi più rilassato e intrattenitore. Quattro ragazzi (mio fratello, Mirco e i fratelli Pivotto) tenevano sottocontrollo la sottoscritta, continuando a dire di mangiare poco, ma io come sempre seguo l'istinto e quando ho fame e sete, non mi tiro di certo indietro! Cena finita, è l'ora di dormire. Una nottataccia la mia, di solito ci metto qualche minuto per addormentarmi, invece quella sera non riuscivo a chiudere occhio e dire che fino a quel momento la tensione era pari allo zero! Tutta notte a girarmi e rigirarmi e a sperare di non cadere dal letto a castello. Suona la sveglia, è presto, ma alle 7 la pasta è al tavolo che mi aspetta. Forza e coraggio la giornata ha inizio! Apriamo le persiane ed è ancora buio, si vedono due sagome già in bicicletta, erano Gelli e Valsesia, partiti presto per prendere posto con le macchine. Vado con mio fratello a mangiare, quattro chiacchiere con Valsesia e moglie, poi ritorno in camera. E' ora di indossare il body e fare i massaggi precorsa. Poi saliamo sul furgone e via al ritrovo. Sabrina è già pronta, vado a prendere il numero (104), poi insieme alla mia compagna e a Clara, andiamo a testare il terreno. C'è fango ma non come sabato, la bici scorre meglio, qua e là ci sono "piscine" di terra e acqua, quello che mi ci vuole. Un giro poi torno al furgone. Ho le dita delle mani ghiacciate, cambio i guanti e tutto torna a posto. Mi sento bene, forse solo un po' agitata. Fedele ai miei "tre cilindri" (rulli), risalgo in sella e mi scaldo, solo dieci minuti, il Priori comincia a chiamare i concorrenti della prima corsa. Sono l'ultima ad arrivare, mi faccio largo tra i super e mi posiziono tra le altre donne. Fabrizio Buttò, mi da' carica ed io a lui. Mio papà è lì con me per prendere il giubbino prima della partenza; si era alzata un po' di aria fredda, meglio stare al caldo. La partenza era prima dell'arrivo, a metà salita. Davanti a noi partono tutti a piedi, di corsa. Sale la tensione, tre respiri profondi e si sente "via!" Donne terze a partire, tutte insieme A e B, tutte in bici, noi avevamo sotto alle ruote ancora un po' di erba. Non sono stata molto veloce ad agganciare il pedalino (che novità!), davanti vedo Fanchini, Bergamo, Squarcina e la mia rivale, Etossi. Nemmeno trecento metri e tra i filari di viti, sembra di essere su una statale nelle ore di punta, un casino pazzesco; la prima partenza infatti vedeva circa 90 atleti sul percorso. La Fanchini è stata bravissima a passare tra un'atleta e l'altro, mentre tutte le altre, me compresa, ci siamo un po' imbottigliate. Vedo pedalare a tutta la Masin, portacolori della Cicli Pengo, la Etossi risponde, io perdo qualche metro. Arrivo nel tratto, ostacolo-fosso-ostacolo, poi c'è fango, ci sguazzo dentro alla grande, curva a destra e poi subito a sinistra, lì incomincia uno dei tanti tratti sali-scendi tra i filari.. intanto torno alla ruota della Etossi. Nel caos dei sorpassi non mi sono accorta, che la Masin l'avevamo lasciata indietro, quindi pensavo fosse avanti. Arriviamo sotto la seconda salita, c'è una bella piscina di fango, dentro convinta, poi si sale, sono a mezza ruota della Etossi, la vedo molto pesante. Le persone ai bordi della salita urlano. Rimane davanti, passiamo un'ostacolo e uno scalino, poi di nuovo dentro e fuori tra i filari. Si scende, poi un po' di curve e dei rettilinei, con altri tratti infangati. Curva verso destra, siamo sulla salita dell'arrivo. C'è un tifo incredibile, sono davvero tanti, li vedo che agitano le braccia e urlano, incitano.. sembra quasi che ti spingono con la voce. E' stupendo. Si curva a sinistra, la passo esterna, il Priori dice "passano Etossi e Cortinovis". Rimango davanti, faccio io il ritmo, chiedo strada ai super. Di nuovo, ostacolo-fosso-ostacolo, al volo in sella! Ricominciano i filari, il primo è in leggera salita, su di sella, arrivo alla fine e curvo. Gli occhi guardano a destra, vedo la Etossi che si è staccata di poco, mi fiondo giù per il filare, curvo e di nuovo su per poi riscendere. Arrivo nel tratto dove c'era mio papà, con Maurizio e sento che urlano come dei pazzi e tra le tante cose mi sembra di capire "non andare a tutta, è lunga!". Poco più in là, in un punto dove si vedevano due passaggi, vedo il mio "sfidante" Stefano Pagani, con molte altre persone della sua squadra e non (per intenderci, tanti seguaci del trofeo Ghidoni), un tifo da stadio, con tanto di trombetta. Come si fa a non pedalare forte con tutte queste persone che urlano il mio nome? E' impossibile.. eh quindi giù a manetta! Le piscine di fango, cercavo di prenderle sempre in gran velocità e con concentrazione; la bici bisognava lasciarla scorrere nei binari che si erano formati, più andavo veloce, più mi sembrava di "volare via" quei tratti. Di nuovo in salita, lì c'erano tanti "personaggi" Clamas, tra i quali il mio presidente Masnaghetti.. anche qui un tifo strepitoso. Mi urlano che sono prima, che sono sola. Ma io che non mi ero accorta di aver già staccato la Masin nelle fasi iniziali della gara, ho fatto un giro intero a dire "ma ne ho un'altra davanti!". Al secondo passaggio sulla salita d'arrivo, mi ha accolto ancora più tifo; sotto lo striscione siamo passati in parecchi tra le varie categorie e la voce del Priori era impegnata a raccontare. Non sapevo se ero prima o seconda, ma pensavo "possibile che la Masin non la vedo più?". Mentre pedalavo chiedevo la mia posizione, tutti dicevano "sei prima!!". Mauro Castiglioni e Laura Caldiroli (che a causa di un malanno non ha potuto lottare per il titolo donne B), con tono e parole convincenti, mi hanno confermato che ero prima, con 30" di vantaggio. Ho cominciato a "sognare" a crederci, l'entusiasmo che mi davate voi tifosi, mi faceva pedalare sempre più forte, la fatica la sentivo a stento, la assecondavo con il sentire quello che i tifosi dicevano. Ricordo ad un giro, di aver alzato la testa sotto al traguardo, meno 3!. Avevo recuperato terreno su Vania Bergamo che era un po' in affanno, l'ho affiancata e le ho detto "sono delle A, stammi dietro che andiamo insieme all'arrivo, tiriamo un po' per uno". Non si è tirata indietro, un po' per uno davanti e la Squarcina che era dietro, l'abbiamo seminata. Ad un certo punto sento che Vania dice "Cristina, portami al traguardo", lì avevo capito che era un po' stanca, così non le ho più chiesto cambi. Sono quasi al passaggio dei meno 2giri, sento urlare mio fratello "hai più di un minuto sulla seconda, non rischiare!". Di nuovo la salita d'arrivo, ormai era piacevole farla, in moltissimi urlavano, e alcuni ribadivano "tranquilla, devi solo fare attenzione!". Mancava mezzo giro al suono della campana e tra i filari sali-scendi recupero il mio compagno di squadra e gli dico "Capitan Pagani, andiamo a vincere!". Si gira sorridente e si mette davanti, sembrava "scortarmi". Giunti alla salita dove c'era il mio presidente si "respirava" aria di vittoria, mio fratello lo vedevo alzare il braccio con il pugno stretto. La penultima salita dell'arrivo l'abbiamo mangiata, dietro c'era Scarpetta che stava per vincere, noi volevamo arrivare a pieni giri. Suona la campana, il Priori dice il mio nome, Capitan Pagani rallenta, l'ultimo giro è poco più di una veloce passeggiata, si ride, si scherza, qualche lacrima per poi tornare a ridere. Vedo Valsesia commosso che dice "sono emozionato per la tua vittoria!", anche mio papà l'ho visto quasi in lacrime. Mentre pedalavo pensavo a quanto mi faceva felice, l'idea di aver fatto provare emozioni anche ad altre persone. Il Cicca tra i filari, mi chiedeva se facevo il classico arrivo o uno alla sua maniera e poi sento "Cri non vengo all'arrivo, ma è come se fossi là!"; Pinton che scherzava mentre passavo, il Priori che diceva "ormai può arrivare anche a piedi!". Un finale di gara davvero divertente. Ci siamo.. curva a destra, vedo Franco Buttò che urla, mi avvicino e battiamo cinque. Alzo lo sguardo e all'ultima curva vedo un gran casino, i miei tifosi erano tutti lì con le braccia alzate ad urlare, gli sono passata vicino apposta, quasi a voler "prendere" tutto quello che dicevano. Davanti a me i Garbagnatese (anche loro sempre ad incitare!) mi passano la bandiera tricolore, ce l'ho fatta, braccio al cielo! Ho vinto la corsa più importante della stagione, il mio primo campionato italiano... quel sogno nel cassetto che non rivelavo!
Seconda ad oltre un minuto Sabrina Masin e terza, la favorita della vigilia a oltre due minuti, Simona Etossi.
Nella gara successiva ha corso mio fratello, partito alla stragrande! Purtroppo una foratura nemmeno a metà del primo giro, gli ha fatto perdere parecchi minuti, la bici di scorta era dalla parte opposta a dove aveva bucato. Forse dire "Fausto ha bucato" gli avrebbe permesso di perdere meno.. Un vero peccato perchè anche per lui, il tracciato gli si addiceva, la condizione era buona. Un podio che era sicuramente alla sua portata, è bastato vedere quanto ha recuperato nei giri successivi. Avrai modo di rifarti!
Finite le corse ho riconsegnato il numero e ho dato uno sguardo da lontano, alle maglie tutte ben disposte sul palco... ancora non ci credevo!
Le premiazioni sono state fantastiche, molti i premi che ho ricevuto, ma l'emozione di indossare la maglia tricolore ha prevalso su tutto, anche su "l'antisportività fatta a persona". Una canzone dice: bisogna saper perdere, non sempre si può vincere...
Dedico questa maglia a mio papà, mia mamma, mio fratello, Thomas, Ta, Elena e a tutto il team Clamas (presenti e non). Ma una parte della vittoria va anche a TUTTI quelli che, lungo il percorso mi hanno incitata, impossibile nominarvi uno ad uno, sappiate però che questo tricolore l'ho vinto anche grazie a voi!







(foto Vianini,Priori,Cantoni,Davide)



Servizio fotografico a cura di Vianini.
Cronaca su newsciclismo a cura di Priori.
Classifiche,cronaca,foto su newsciclismo a cura di Fornasiero e Priori.
Classifiche,cronaca,foto su ciclismoaltomilanese a cura di Cantoni e Brancaccio.
Cronaca,foto su ciclonet.
Cronaca e commenti su mastermtb.



PREMIAZIONI TROFEO GHIDONI

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Ieri sera ad Orago, si sono svolte le premiazioni finali del trofeo Ghidoni. Tanti i presenti alla manifestazione, dagli atleti ai dirigenti. A presentare la serata sono stati lo speaker Arnaldo Priori e Carmine Catizzone, atleta e organizzatore di molte manifestazioni. Una serata divertente, con interventi da parte di atleti e dirigenti. Il primo è stato molto particolare e davvero originale.. Salvatore Gelli, il crossista del team Oliva ha pensato di fare dei regali ad alcuni atleti, forse a quelli che lo hanno più colpito; tra i tanti c'ero anche io. Attentissimo ai particolari, ad ognuno di noi ha raccontato il perchè avesse scelto determinati regali. Mentre eravamo sul palco al mio fianco avevo Clara Perletti, alla quale è stata dedicata una targhetta con scritto "sei un mito". Niente di più vero, la Perletti è una donna tosta, un mito appunto. Che dire, grazie per i regali.. il calendario è già appeso e le maglie con il cambiar della stagione, saranno sicuramente sulle mie spalle.
La serata è continuata con la vestizione delle maglie per i vincitori della 2^ serie Trofeo Mastermtb.it, trofeo senza fondi, sostenuto da Carmine Catizzone il quale, ha voluto con tutte le sue forze mantenere vivo.
Prima delle premiazioni del Ghidoni "the Bramati boys", ci hanno regalato un intermezzo musicale "mamma quanto è bello il ciclocross", canzone molto divertente che parla delle "domeniche tipo" del crossista.
Infine premiazioni del trofeo Ghidoni (sponsorizzato da Giuseppe Ghidoni, anche lui crossista), ai vincitori: fiori, maglia, orologio e prodotti in natura. Da non dimenticare Claudio Millefanti, fotografo che ha regalato ad ogni vincitore, una foto gigante scattata durante una delle tante prove del trofeo.
Peccato siano mancati alcuni dei premiati, qualcuno lavorava qualcun'altro non si sa.. certo che la non presenza (non per suo volere), del nostro personaggio... "Cicca" si è sentita eccome!















Articolo a cura di
Arnaldo Priori newsciclismo.com
Foto Cantoni ciclismoaltomilanese.com