02 novembre 2014

Segrate: "la rinascita"


Una stagione di ciclocross dura circa quattro mesi, ma per ottenere qualche buon risultato è necessario cominciare a prepararsi prima del suo inizio. Io che vivo il ciclocross con libertà di scegliere se prepararmi o meno, questa estate al contrario di tutte le altre, ho fatto un po' di km per non dover ripartire da zero dalla prima gara. La scelta è stata un po' condizionata dalla maglia che indosso, perchè si sa che il pubblico del cross si aspetta qualcosa in più da chi è fasciato del tricolore e in fondo me lo aspetto anche io.

Tutti sanno che nella vita si fanno programmi, ma poi come vanno le cose, nessuno lo può sapere con certezza. Ed ecco che sul più bello, quando pensi che tutto giri bene, che sei felice e che nel tuo piccolo non ti manca niente, ti arriva una bella legnata. Tutto ciò di cui prima ti importava, si avvolge come fosse un tornado e focalizzi le energie solo su quello che sta accadendo. Non capisci più il significato della vita, mille domande e zero risposte. Quando ti trovi in certe situazioni, puoi cercare di spiegare cosa provi, ma solo chi ha subito questo genere di cose, può davvero capire come ci si senta dentro. A quanto sia difficile stare lì, impotenti, ad aspettare che succeda qualcosa. Ero arrivata a pensare che non avrei nemmeno fatto una gara, poco importava in quelle settimane, c'era altro del quale preoccuparsi. Con il passare dei giorni, non sapendo ancora nulla di concreto e con il morale sotto un metro di terra, perchè nessuno dava buone speranze, ho cominciato a cedere con la testa, sembrava di impazzire! E' in questo frangente che devo ringraziare di cuore, tutte quelle persone che a loro modo, sono state vicino a me ed alla mia famiglia; dai parenti stretti, agli amici, ai clienti del negozio. Tutti insieme, in questo mese lunghissimo avete contribuito a non farci mollare, come fossimo alla gara più dura del ciclocross. Una frase di una persona che ha vissuto un periodo difficile, la ricorderò sempre: "Cri ora è tempo di combattere, non mollare, non abbatterti, tipo quando corri... faccio il tifo amica mia!". Tutto può fare. Eh così, con il papà che chiedeva se le bici erano pronte e la mamma che diceva "guai a voi se non andate al ciclocross", il 15 ottobre sono risalita in sella senza nemmeno sapere dove stessi andando e mentre pedalavo, sono stata interrotta dalla telefonata più bella della mia vita, "negativo".

E' da quel giorno che ho di nuovo in testa che tutto può succedere, che non bisogna mai darsi per vinti e che la vita a volte è proprio bastarda! Ma nonostante tutto, bisogna cercare di avere uno spirito positivo, perchè può non sembrare, ma fa la differenza.


La gara di Segrate, facente parte del trofeo Palzola, è stata una delle corse "sentimentalmente" più difficili, una corsa nella corsa. Mentre pedalavo, la testa ripercorreva tutto quello che in quei giorni avevo passato, invece il corpo chiedeva gentilmente di fare meno fatica. E' stata forse l'unica volta in cui ho pensato di ritirarmi, ma non potevo, tra l'arrendersi e il lottare ho preferito lottare. Non avrebbe avuto senso fermarsi. 
Della gara ho poco da raccontare, se non che c'erano avversarie preparate ed agguerrite, parecchia gente ad incitare, un bellissimo percorso che rifarei volentieri (in altre condizioni psicofisiche) ed una premiazione davvero consistente!
La "nota" positiva della gara è stata quella di non aver mollato nonostante tutto, così da riuscire ad approfittare di un errore di Silvia Bertocco, che era al comando della gara Women1 concludendo così, al primo posto della mia categoria e al quinto posto assoluto. 

Come penso sappiate, non mi accontento di rimanere dietro a guardare i numeri dorsali delle avversarie, quindi un po' alla volta cercherò di guadagnare posizioni, e di riportarmi in vetta alle classifiche assolute.



Classifica:
1^ Di Prima Daniela W2
2^ Etossi Simona W2
3^ Bellatti Sabrina W2
4^ Caldiroli Laura W2
5^ Cortinovis Cristina 1^W1
6^ Bertocco Silvia W1
7^
8^
9^
10^

25 febbraio 2014

Auzate: ultimo trionfo

1 CORTINOVIS CRISTINA W1 
2 BELLATTI SABRINA W2
3 DI PRIMA DANIELA W2 
4 PROFUMO SAMANTHA W1 
5 BERTOCCO SILVIA W1 
6 ROSSI LUCIA W1 
7 MICHIELETTI MAGDA W2 
8 PERLETTI CLARA W3 
9 CALCAGNILE SILVIA W2 
10 CANTAMESSA PAOLA W2

13 febbraio 2014

Campionato italiano staffetta

Altro appuntamento importante per la stagione crossistica è il campionato italiano a staffetta. Quest'anno è stato organizzato egregiamente dal team Skorpioni, presieduto dalla biker Alessia Della Valle e dal team manager Alberto Ballotta. Ottima anche la location, in quel di Golasecca, ospitati nella tenuta di Giuliana Tovaglieri, nota biker. Un percorso ottimamente tracciato, molto vario e duro, con ampie corsie dove nessuno si è potuto lamentare per i sorpassi.
Anche questa volta ho corso a fianco dell'amica Bellatti Sabrina che nelle ultime gare aveva ben figurato. La mia condizione non era ottimale, reduce da una settimana di aerosol e da stanchezza per aver corso tutta la stagione. Decidiamo insieme che sarà lei a partire per prima, in modo che se ci avessero raggiunte i superA, lei avrebbe fatto un giro in più, proprio per la mia condizione respiratoria.
Dai rulli ho assistito ad una partenza scoppiettante, ad opera di Masin, che su questo percorso asciutto, ha dimostrato di aver stoffa e gambe. Sin da subito ha messo tra la sua bici e quella dell'Etossi, qualche metro di distacco, che poi amplierà di giro in giro anche grazie alla sua compagna di avventura Christiane Koschier, ragazza già nota a me, perchè è la sorella di una mia ex compagna di squadra di quando ero elite.
La mia compagna è in terza posizione con qualche metro di svantaggio da Simona Etossi, vincitrice il giorno prima nella staffetta mtb, in coppia con Angela Agazzone. Ci diamo il cambio e parto a tutta e nel giro di qualche centinaio di metri vado a chiudere sulla compagna di Simona, Barbara Fanchini. Affrontiamo la parte in discesa e noto che lei tende a frenare di più, così cerco di sorpassarla e verso la fine di quel tratto mi porto in seconda posizione. Ai piedi della salita però, le gambe sembrano non volerne più sapere ed il ritmo cambia, mi incarto, sono appesantita, il fiato si fa corto e il respiro "rantola". Barbara si riporta davanti e nel tratto dei filari, riesce a darmi qualche metro; tengo duro e giungo a dare il cambio a Sabrina. Io sono totalmente ko, salgo sui rulli e cerco di sciogliere e riprendere fiato. La sensazione non è delle più rosee, in cuor mio so che oggi è solo una gran fatica, se vogliamo puntare al titolo, la differenza la può fare solo la mia compagna. Non so come stia affrontando il giro, l'occhio non vede la parte centrale del percorso, quindi ci sarà un effetto sorpresa! Purtroppo la situazione peggiora ed abbiamo altri metri in più da chiudere. Riparto ma non ho nemmeno più il ritmo del giro precedente, vado a tutta ma come mi è stato detto, oggi sembra che ci sia qualcuno che mi tiene dalla sella, più di così non riesco ad andare!
Concludiamo in terza posizione, davanti a noi Etossi-Fanchini (campionesse italiane) e prime assolute le bravissime Masin-Koschier, che purtroppo non possono vestire la maglia tricolore in quanto non appartenenti alla stesso comitato.
A questo punto sorge spontanea un'osservazione, che tra l'altro ho sentito fare da più persone direttamente interessate. Per quanto riguarda la categoria Woman, visto che siamo già in poche, non sarebbe male estendere la coppia alla regione, così da dare la possibilità a a tutte le donne di competere. Questa è solo un'osservazione che non so a livello di regolamento, se sia più o meno gestibile.



Classifica:

1 Masin - Koschier
2 Etossi - Fanchini
3 Cortinovis - Bellatti
4 Corazza - Granzotto
5 Micheletti - Bertocco
6 Perletti - Rossi


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06 febbraio 2014

Chiusura criterium varesino cx


Ed eccomi a Castronno, classica passerella per i neotricolori di ciclocross, ultima gara valevole per il "criterium varesino". Finalmente dopo due anni, ho l'onore di sfoggiare il body bianco fasciato; quando lo indossi una volta e poi lo perdi, non vedi l'ora di riconquistarlo, di "spiccare" in mezzo ai colori delle altre divise. La mia condizione fisica è a metà, non per le gambe, quelle ci sono, ma per il resto; con tutta l'acqua presa nella settimana scorsa i malanni si sono fatti sentire. Ho una gran bella tosse e sono senza fiato e soprattutto senza voce, infatti c'è stato chi si è preso gioco di me.. qualcuno mi ha detto "è l'unico modo per fare stare zitta la Cri", qualcun altro "bello oggi parlare con te" ed altri "stai in giro la sera a festeggiare, vedi cosa succede?", "come fai a rompere le scatole per chiedere strada?", insomma scherzando ho sentito un po' di tutto; questo è il clima che si respira alle gare dei crossisti... provare per credere! Cinque donne a contendersi la vittoria sul solito tracciato, che vede una salita secca come parte più impegnativa. La partenza come sempre viene data nel prato, sono io a portarmi avanti, forzo subito il ritmo, seconda curva e noto che alla mia ruota c'è solo Sabrina Bellatti. Si entra nel bosco, poi di nuovo prato, una strada sterrata, giù per la discesa e poi ci si impenna in salita. Le gambe non stanno per nulla male, ma fatico a respirare, è come quando non sei allenato e senti il fiato corto. A metà del secondo giro rallento di colpo, così Sabrina passa avanti e mi dice "andiamo", non riesco nemmeno a risponderle, faccio solo un cenno negativo con la testa. La mia gara diventa solo una lotta con me stessa, una lotta a non mollare e ad onorare la maglia che indosso, anche se vorrei fare di più. Tutti i giri devo bere un sorso d'acqua, perchè complice il vento e la giornata mite, ho la gola secca, ma è come non servisse a nulla. Riesco comunque a tenere un buon ritmo, infatti dietro di me, la federale Martina Galliani non mi impensierisce. Concludo al secondo posto assoluto, prima tra le "Woman 1" e completamente senza voce!
Oggi era anche giornata di premiazione finale per quanto riguarda il Criterium varesino, dove ho conquistato la prima posizione nella mia categoria. Mi spiace non essere stata fino alla fine per le premiazioni, che come sempre a Castronno sono ottime, ma è stata una questione di orari e treni.
Ringrazio tutto il pubblico, gareggiare qui per me è un po' come correre in casa, c'è sempre parecchia gente che mi tifa!




Classifica:
1^ Sabrina Bellatti
2^ Cristina Cortinovis (1^ woman1)
3^ Martina Galliani
4^ Clara Perletti
5^ Lucia Rossi


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30 gennaio 2014

In festa a Belgioioso


Gennaio per un ciclocrossista è il mese più particolare ed importante, è il mese della "verità", è il mese dove non vorresti mai sbagliare una competizione, dove non vorresti avere malanni o infortuni, dove vorresti che tutto filasse liscio come l'olio. E' il mese nel quale raccoglierai i frutti di una stagione fatta di allenamenti e sacrifici, di gioie ed amarezze, insomma è il mese dove tiri la riga e fai i conti. Il "mio" gennaio era partito alla grande, con la vittoria a Bogogno, con le gambe che come si dice in gergo, "non sentivano la catena". E' proseguito nel migliore dei modi, con una maglia regionale e da pochi giorni, con una maglia tricolore che porterò addosso per tutta una stagione.
Avevo cominciato a fine agosto ad allenarmi come si doveva, perchè prima, chi mi conosce sa che non avevo fatto molto, qualche competizione in mtb, giusto per non perdere del tutto il ritmo.

Poi ad inizio settembre un tracollo emotivo non indifferente, un cambiamento improvviso non voluto, che ha messo in secondo piano la bicicletta, che poi con il passare dei giorni e con l'aiuto di alcune persone, si è trasformato in un cambiamento positivo dove "la Cri" (come mi chiamano tanti amici crossisti) è tornata ad essere quella di sempre: sorriso stampato sul volto, voglia di pedalare e di fare ciclocross come si deve! A volte non ci si rende conto di quanto ci si adatti a delle situazioni che non condividi, di quanto ti infili in una vita che ti va un po' stretta o un po' larga, di quanto il corpo ti dice "c'è qualcosa che non va"... ma fino a quando ci sei dentro in pieno non vedi bene, è come guidare nella nebbia. Per fortuna ci sono gli "angeli" e persone che ti vogliono bene, che ti fanno vedere le cose da un altro punto di vista e allora da quel momento, è come se vedessi un film e voi sapete bene che alla fine del film, ci sono le critiche. Così esci dalla nebbia, trovi la luce e finalmente sai dove e come devi proseguire il tuo cammino. Ritorni in sella e piano piano, scarichi sui pedali tutto quello che hai dentro; che fuori ci sia il sole o la pioggia non fa differenza, prendi la bicicletta e vai. Giorno dopo giorno ti riprendi, pedali sempre più forte e più forte pedali, più hai voglia di fare.
Da metà settembre in poi ho ricominciato ad allenarmi seriamente, a modo mio, senza tabelle, senza cardio, in perfetta solitudine, secondo le mie sensazioni e tenendo conto di ciò che ho imparato quando correvo "sul serio". Mano a mano che passavano le domeniche, le gambe si facevano sempre più forti, la testa pensava positivo e le posizioni in classifica diventavano sempre più importanti.
Ad una settimana dall'italiano, ma anche prima, cominciavo a sentire la tensione, mi domandavo se "le venete" andassero forte, ma non avendole mai incontrate, non potevo sapere il loro reale ritmo. Mi dicevano che l'unica cosa che conta è "testa bassa e menare!". Il venerdì sono andata a provare il percorso, che con tutta la pioggia caduta si stava trasformando in uno di quelli che mi si addice, fangoso! Una volta esaminato e provato il tracciato, dentro di me si faceva sempre più forte la sensazione che avrei potuto dire la mia.
Il sabato insieme all'amica Sabrina Bellatti e famiglia, siamo partiti in camper per Belgioioso, così da non dover fare tutto di fretta il giorno della competizione. Se non ci fossero loro ai cross, sarebbe tutto un bel po' più freddo, invece così è tutta un'altra divertente avventura. Ho nuovamente provato il percorso e dal giorno precedente, la situazione terreno era peggiorata. Più pioveva e più ero felice, mentre altri si lamentavano del fatto che ci sarebbe stato parecchio da fare a piedi. Ma una stagione di ciclocross si sa, si prepara oltre che pedalando, anche correndo a piedi...ed io ovviamente, non ho fatto nemmeno cinque minuti di corsa! Il resto del sabato lo abbiamo trascorso cercando di far passare il tempo, inutile dire che la cosa che ci riusciva meglio era ridere, così da non pensare alla gara. Finalmente giungeva l'ora di cena, poi tutti a dormire; incredibilmente ho "tirato" tutta notte come un ghiro! Alle 6.30 suonava la sveglia, alle 7 ci trovavamo davanti ad un piatto di pasta, stomaco chiuso, l'ho buttata giù a forza, la tensione si appropriava di me.
Ci siamo quasi, l'ora X stava per arrivare. 
Ci prepariamo per fare la verifica delle tessere, i giudici di gara li conosciamo, quattro chiacchiere ed il clima si stempera. Torniamo alla base ed andiamo a fare l'ultimo giro di prova. Il percorso è ancora peggio o meglio, dipende dai punti di vista; i tratti a piedi sono aumentati, sarà una gara difficile, la battezzeranno una gara epocale, d'altri tempi. Chi ci assiste ci prepara i rulli, noi intanto ci mettiamo crema ed olio riscaldanti, poi subito in sella; bisogna rompere il fiato prima di partire, le gambe devono essere calde. L'ultima controllata alla pressione dei tubolari, le ultime battute...
Sono le 10 è ora di portarsi alla partenza. Mancano parecchie donne, forse il tempo ha avuto la meglio sulla loro decisione, ma non importa perchè chi è assente ha sempre torto e le più forti sono tutte presenti.
Le "woman 1" (nuovo nome per la mia categoria), sono appena dietro ai debuttanti, preceduti dai superA e superB, dietro woman 2 e woman 3.
Siamo tutte sulla stessa riga. "Via!", sentire questa parola per me è come liberarsi. Sabrina Masin, tricolore nel 2012 e 2013, parte a cannone, è lei la donna da temere. Entra nel primo tratto di prato infangato e scivoloso con determinazione, con una velocità fuori dalle solite partenze. Io sento urlare il mio nome, sono gli "ultras" del negozio, giunti apposta per sostenermi. Sono a ruota di Sabrina, ma le gambe mi dicono che stanno andando a tutta, la testa pensa che colei che ho davanti sarà la vincitrice. Vi giuro, in quel momento tutto mi sembrava difficile perchè il ritmo non accennava un minimo di calo. Questione di secondi , di curve impostate bene, di pedalate infangate, di gente che urla il tuo nome e tutto sparisce. Non penso più a niente, sono al massimo della concentrazione, sento le voci ma non vedo chi siete, so però che siete in tanti, alcuni li riconosco altri no. L'entrata nel fossato è forse il punto più "pericoloso", ma con una certa dose di calma e sicurezza lo sia affronta in bici. Sabrina è ancora lì davanti, io a ruota. So bene che anche per lei, il fango le dà voglia di pedalare e non sarà facile vederla calare. Affrontiamo la prima serie di ostacoli, si risale in sella e ci avviciniamo ai secondi. Qui in sella non si risale più, meglio proseguire a piedi; la affianco e mi porto al comando, cerco di correre ma senza esagerare perchè è un'attimo pagare gli sforzi. Ai piedi della scalinata metto la bici in spalla e risalgo nella parte alta del tracciato, c'è parecchia gente in quel punto, tifosi miei e suoi. Sento che mi dicono "via adesso, si è staccata", non so quanto ha preso, non voglio saperlo, non mi giro, salto in sella al volo e spingo sui pedali. Nessun timore di partire troppo presto, perchè in questa stagione tutte le volte che sono partita in solitaria, sono arrivata al traguardo a braccia alzate. Mentre pedalo c'è mio fratello che mi segue e si assicura che la bici sia a posto, lo è. Entro nella parte "posteriore", ancora una volta affrontati gli ostacoli si va a piedi, una persona a me cara mi dice "guarda che la gara è lunga"; penso solo di dover dosare le energie. Di nuovo in sella, riaffronto la parte iniziale, qui un po' di persone vedendomi da sola, mi incitano a gran voce, ci sono tutti quelli che incontro ogni domenica, i Clamas, gli Albertoni, i Garbo, il Branca, i Tosi, gli Uslenghi, i Pagani, i Comazzesi, i Raglia, inconfondibili gli ultras con le loro voci possenti che urlano "vai bionda!", insomma ce ne erano di tutti i timbri... ragazzi che sensazione, fantastici tutti quanti! Passo sotto al traguardo da sola e lo speaker Gianluca, annuncia il mio nome... quasi da non crederci, la strada è ancora lunga. Scendo per la seconda volta nel fossato, affronto gli ostacoli e il tratto a piedi questa volta tutto con la bici in spalla, ecco lo sapevo... Non aver corso a piedi tutta la stagione non è stata una buona idea, era questo ciò che mi frullava in testa in quel momento e volete sapere perchè? Semplice, principio di crampi alla gamba destra! Mi stava assalendo il terrore di cominciare ad averli sul serio e lì credetemi, sarebbe finita presto. Ho sempre sofferto di crampi, soprattutto di notte mentre dormo. Il solo pensiero di buttar via la corsa più importante, mi faceva incavolare. Per fortuna però, ogni volta che risalivo in sella e cominciavo a pedalare, la sensazione svaniva. Cambio bici, prendo la gemella, le uniche cose che cambiano sono le ruote e ahimè la pressione dei tubolari! La posteriore la sento sul cerchio, il timore è quello di bucare sui listelli dell'ingresso al fossato e dentro al fossato, dove c'erano alcune mattonelle; mentre quella anteriore era troppo gonfia, infatti ho fatto un paio di curve dove stavo perdendo aderenza in uscita. Nulla di grave, avviso mio fratello che mi seguiva a bordo percorso e dopo tre volte che gli ripeto cosa doveva fare, capisce! Ora che ci penso mi viene da ridere, ma effettivamente le parole sgonfiare e gonfiare sono facilmente confondibili, specialmente in un contesto dove c'è gente che urla. Prima di prendere il largo, dietro di me la Masin ha avuto un momento nel quale si era rifatta sotto mica da ridere, ma forse la corsa, nonostante la mia non preparazione, mi ha dato modo di riprendere il largo. Alcune persone mi davano i secondi di distacco, ma erano tutti differenti, a chi affidarsi? Come per magia mi compare davanti il noto ex (o non ex) speaker Priori che mi dice "hai un minuto, controlla"; ora sono tranquilla, lui con i secondi è sempre stato super affidabile! La corsa mi sembra diventare in discesa, ma si sa che fino a quando non tagli la linea del traguardo devi stare in campana, non puoi permetterti di non rimanere concentrata, gli agguati sono dietro l'angolo. Ed ecco che all'ennesimo ingresso alla rampa del fossato, un caro debuttante che avevo appena ripreso e sorpassato, si infila sulla rampetta per poi fermarsi e scendere a piedi. Per chi mi conosce sa che soprattutto ad un italiano, avrei lanciato lingue di fuoco, ma chissà come ho solo avuto la prontezza di aggrapparmi, fermarmi e con tutta la calma del mondo, fiondarmi giù di corsa. Lo riprendo e mentre lo supero la mia mente si collega alla lingua e dico "non ti dico niente, ma non fare un'altra volta una cosa del genere" e proseguo, lasciandolo alle spalle. Arrivo alla scalinata e mi sento letteralmente ruzzare da dietro con la ruota della bici, è un gentleman, "dev'essere un fanatico della disciplina" penso, lo lascio passare e proseguo con il mio passo, fino al suono della campanella, dove la speranza di fare una buona gara si concretizza, fino all'arrivo dove finalmente dopo due anni di dominio Masin, posso alzare le braccia al cielo!

Ringrazio tutti, senza fare nomi perchè rischierei di dimenticarmi qualcuno. Chi ha organizzato ed allestito questo campionato, i fotografi, i giornalisti, i cameraman che ci rendono visibili sul web, sui giornali e in tv; i tifosi che mi danno grinta ed energia e per ultimi ma non ultimi per importanza, tutti quelli che in questi tre giorni mi hanno assistito nella preparazione e in gara, mi hanno lavato e sistemato le bici... siete stati grandi!
A TUTTI VOI dedico parte di questa vittoria, perchè come me, avete creduto fino all'ultimo che potevo farcela! Grazie popolo del ciclocross!




Classifica
1^ Cortinovis Cristina
2^ Masin Sabrina
3^ Profumo Samantha
4^ Ottria Michela
5^ Rossi Lucia


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18 gennaio 2014

Campionato regionale "dueruote" Acsi

Sarò breve con le polemiche, perchè ce ne sono già state parecchie su fb, ma non posso non sollevare la questione. Domenica scorsa a Dalmine si è disputato il campionato regionale lombardo di ciclocross Acsi, ma è stata ammessa la partecipazione anche alle mtb. Non è tanto la partecipazione in se, che noi crossisti siamo abituati a condividere con i bikers tutta la stagione, ma il fatto è che abbiano potuto conquistare una maglia titolata "ciclocross". Va bene fare avvicinare gente alla nostra disciplina, va bene farli correre con le mtb, va bene avere percorsi che sono da mtb e non da ciclocross, ma vincere quattro maglie con mezzi non appropriati, a me e non solo, pare parecchio ridicolo. Con questo non voglio "attaccare" i bikers, in quanto loro hanno corso perchè potevano, ma santa pazienza, fate in modo che i regolamenti abbiano valore! Quando ci sono, non si seguono e si inventano regolamenti per ogni gara, quando non ci sono si va allo sbaraglio. Quest'ultima gara, è sembrata solo un tornaconto con qualche zero attaccato dietro alla prima cifra e visto che i soldi sono di quelli che corrono, cioè nostri, vorremmo ogni tanto che qualcuno ci ascoltasse! Eh non saltiamo fuori con le solite menate che hanno chi organizza, perchè di gare con percorsi da puristi del ciclocross, fatte come si deve, ce ne sono e gli atleti non mancano. Devo ricordarvene qualcuna? Garbagnate Milanese con oltre 130 partenti, Gravellona Lomellina, Moncrivello, queste quelle che mi sono saltate alla mente senza andare a vedere ordini d'arrivo.
Certo è, che a Dalmine non hanno fatto una gran bella figura. Dal primo gennaio sono cambiate le categorie, e alla donna "C", non è stata fatta nemmeno la maglia! In Veneto invece, la maglia c'era.
Altra cosa che mi viene in mente e che trovo assurda, è che non a tutti è stata gradita la presenza di extra regionali.. ma ragazzi, loro non hanno corso per il titolo come invece è stato permesso ai bikers, ed hanno partecipato con la bici da ciclocross, quindi più regolari di così! E poi anche noi lombardi siamo liberi di andare dove vogliamo! A parte queste polemiche di regolamenti incerti, c'è da dire che le cose, non sono andate meglio alla partenza della prima gara, cioè la mia. Dopo aver fatto partire i gentleman ed i superA con il solito intervallo, fanno partire i superB e poi così all'improvviso, tra un'incertezza generale, qualcuno fa partire donne, debuttanti e primavera. Chi era dal lato di chi ha dato il via è partito, gli altri tra i quali io, non avendo sentito, sono rimasti come dei pesci fuor d'acqua. Vedendo partire tutti, come un gregge di pecore, partiamo anche noi. Alla prima curva si è sentito belare.. e vi tralascio i vari commenti. Alla seconda e terza curva si è scatenato il "Far West": Santi, gomitate e fettucce rotte per tagliare e passare avanti! Bene, stesso copione dello scorso anno. 
A questo punto direi che la gara di Dalmine è una di quelle con una X sopra, da scartare per il prossimo anno, sperando non organizzino gare titolate e sperando che ce ne sia qualcun'altra in giro da poter fare.
Dopo aver lasciato cuore e gambe nella prima parte della gara, per recuperare posizioni, evitare manubri larghi un metro, sgomitare e rognare, eccomi giunta alla ruota della Fanchini che su questi bei piattoni secchi ha pedalate da vendere. Tengo un giro, poi comincio a sventolare come una bandiera, a saltellare sulle dunette. Rientrano con un buon passo Martina Galliani (Fci, quindi fuori per la lotta al titolo tra le A) e Daniela Di Prima, donne B come l'apripista. Tengo un po' le loro ruote, poi Daniela va via da sola e rimaniamo io e Martina. Poi salto e perdo la ruota anche della federale. La testa salta con le gambe, troppo nervosismo mangiato alla partenza; faccio la mia corsa senza andare alla morte. Da fuori mi incitano parecchio, ma questa volta non serve, sono un mulo testardo... non a caso "Raglia team". Solo nelle ultime tornate provo ad aprire il gas come si deve, riduco lo svantaggio sulle prime e finalmente suona la campana, ultimo giro a tutta. Quarta assoluta, seconda di categoria, conquisto la maglia di campionessa regionale donne A. Gara archiviata, la testa è già altrove.


Classifica
1^ Fanchini Barbara - campionessa reg. donne B
2^ Di Prima Daniela - donne B
3^ Galliani Martina - 1^ donne A
4^ Cortinovis Cristina - campionessa reg. donne A
5^ Bellatti Sabrina - donne B
6^ Bonato Lorena -  donne B
7^ Perletti Clara - donne B
8^ Rossi Lucia - donne A


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Foto Samuele Pizzi




07 gennaio 2014

Raglia team: prima vittoria


Il nuovo anno si apre con nuovi colori, il nero e verde della mia nuova squadra "Asd Raglia team", questo il nome ufficiale che ovviamente, richiama quello del negozio. La gara alla quale ho partecipato è stata a Bogogno, nel novarese. Un percorso un po' anomalo, un po' più da mtb che da cross, ma non importa, questa c'è e questa si fa. 
Partenza molto veloce per via della strada sterrata e asfaltata che troveremo nella prima parte del tracciato, ad opera della stradista Samantha Profumo che pensa bene di metterci tutte in fila sin dall'inizio. All'imbocco della discesa la precedo e senza rischiare troppo, sguazzo nel fango e poi guado il torrente, per poi mettere rapporti agili e salire fino alla pineta, dove si trova un tratto da guidare, pieno zeppo di radici che metteranno a dura prova l'equilibrio di alcuni. Il secondo giro vede me in pole position ed al secondo posto la mia "ex" compagna di squadra Sabrina Bellatti, che rientrata dopo un infortunio, tiene bene tutta la gara, nonostante abbia ancora qualche difficoltà nella respirazione. A lei il merito di non essersi fermata ed aver invece pedalato sui rulli, nonostante il dolore. Al terzo giro comincio l'avventura in solitaria, non spendo molto, cerco solo di spingere bene sulla salita, così da poter fare una sorta di allenamento in corsa. Bellissimo e simpatico il tifo da bordo percorso, anche oggi sento tante voci pronunciare il mio nome; tutta carica che mi porterò dentro per i prossimi appuntamenti!
Al suono della campana comincio a realizzare che così come ho chiuso l'anno, posso riaprirlo. Un ultimo giro nel quale il pensiero va oltre questa giornata e che mi fa pensare positivo. Taglio il traguardo a braccia alzate, un buon inizio per una squadra nata da soli cinque giorni!






Classifica
1^ Cortinovis Cristina - donne A
2^ Bellatti Sabrina - 1^ donne B
3^ Michieletti Magda - donne B
4^ Profumo Samantha - donne A
5^ Perletti Clara - donne B
6^ Bertocco Silvia - donne A
7^ Cantamessa Paola - donne B
8^ Calcagnile Silvia - donne B
9^ Rossi Lucia - donne A


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