4 febbraio 2013

Italiano staffetta donne: ve lo racconto io!

Foto Costa
In terra vicentina, si sono svolti nella giornata di ieri i campionati italiani a staffetta di ciclocross. Il titolo del post non è per presunzione, ma visto quello che leggo e sento qua e là, mi preme raccontare com'è andata la corsa; cosa che comunque faccio sempre. Possibile che bisogna quasi sempre scrivere vaccate e che non ci si possa limitare a scrivere quello che realmente accade? Se c'è spettacolo in una competizione, perchè non raccontarlo, invece di elogiare qualcuno, per qualcosa che non ha fatto? A far andare la bocca a vanvera e la tastiera del pc, sembra proprio che sia uno sport che non vede tramonti!
Per la categoria donne, le cose non sono state così scontate come si vuol far credere. Non ci sono sempre dei mostri che sbaragliano le avversarie in ogni corsa, non questa volta.
Foto Costa
Io e Sabrina Bellatti, siamo partite sabato per fare tutto con calma, abbiamo visionato e provato il percorso, ci siamo confrontate in molte parti del tracciato per vedere traiettorie, buche e tutto quello che c'era da vedere. Era tutto regolare. Buone le sensazioni, buono il terreno e buono il percorso, molto molto tecnico. Ieri alle ore 10 la partenza. Tra le due, la decisione comune che a partire per prima, sarebbe stata Sabrina. Sin dalle prime pedalate, la mia compagna va in testa e prende subito qualche metro di vantaggio, a circa metà percorso Fanchini recupera parte dello svantaggio e si ritrovano a pochissimo l'una dall'altra. Entrano nel tratto tecnico e Sabrina affronta le curve con sicurezza, dietro Fanchini non sta al passo e scivola, facendo così recuperare i metri iniziali di vantaggio. La parte tecnica è un dentro e fuori con curve strette, ed un sali scendi dalle cunette; tutto da guidare. Sabrina, aumentando il ritmo, riesce a guadagnare altro terreno prima di arrivare in zona cambio; io scendo dai rulli e mi posiziono nella "zona cambio". Tocca a me. Parto con decisione e cerco di fare al meglio le prime curve, poi un rettilineo, giù qualche dente e via fino alla prima rampa; di nuovo due rettilinei per poi cominciare il tratto tecnico. Le gambe vanno benone, mai state meglio questa stagione; la guida anche. Il tifo c'è, non manca mai, chi incita a pochi centimetri e chi con voce grossa, urla da lontano. Arrivo nella zona ostacoli e vedo aumentato il vantaggio, memore del giro precedente. Altro cambio, altro impeccabile giro della mia compagna Sabrina, altro vantaggio accumulato. Di nuovo io, per il mio secondo giro (e 4° generale), tutto estremamente tranquillo, solo con un po' di fiato corto, dovuto al vento che mi faceva venire una sete incolmabile. Cambio nuovamente con Sabrina che, tiene un buon passo per tutto il giro e non sbaglia nulla, consegnandomi una ventina di secondi di vantaggio da gestire, sulla coppia inseguitrice Fanchini-Etossi. Parto, ed il solo pensiero che mi passa per la mente è "non sbagliare!". Tutto sembra facile, le gambe girano ancora bene, così rilancio sul primo rettilineo. Poi la rampa, salgo e scivolo giù dalla sella, dalla parte destra. Sono incredula, non capisco dove ho sbagliato, ho fatto la stessa traiettoria dei giri precedenti. Sto per rimettermi in sella e vedo, abbassando lo sguardo, il tubolare fuori dal cerchio. Chiedo la bici, attimi di sconforto totale, non ho nemmeno più la lucidità di andare avanti. Passa qualche secondo, poi alzo la bici e faccio tutto il tratto della rampa a piedi, discesa compresa. Da dietro vedo che Etossi mi passa e va indisturbata, a guadagnare secondi su secondi. Cambio la bici e cerco disperatamente di riportarmi sotto. La testa non è saltata, ma non è più la stessa di prima. Ricomincia il tratto tecnico, lo svantaggio non aumenta, ma ora è difficile rimontare. Cambiamo nuovamente, vado sui rulli e vedo intorno a me, volti amici dispiaciuti e altri, gioiosi. Impossibile per Sabrina, a questo punto, colmare lo svantaggio. Seconde.
Ditemi voi, se questa non è sfiga!
Così Fanchini ed Etossi, acciuffano il tricolore.

Del tutto fuori luogo questa cronaca: "Erano le favorite, Barbara Fanchini e Simona Etossi, e hanno fatto capire subito che le danze le avrebbero condotte loro e per le rivali solo una stregua difesa. Al secondo posto Sabrina Bellatti in coppia con Cristina Cortinovis mentre in terza posizione si classificano la campionessa Italiana dell’individuale, Sabrina Masin con l’inossidabile settantenne Gina Pantesotti. "

Rimane l'amarezza per il titolo perso, come due anni fa, per il fattore "S" ma, il ciclocross è anche questo.
Siamo però orgogliose di aver mostrato ai tifosi, alle squadre amiche, ai NON TIFOSI e alle AVVERSARIE, di che stoffa siamo fatte...let's get it on!




Classifica:
1 Fanchini-Etossi
2 Cortinovis-Bellatti
3 Masin-Pantesotti



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