14 novembre 2013

La quinta a Gorla Minore

Quinta gara della stagione svoltasi a Gorla Minore, paese che mi fa ripensare agli anni '98-'99 quando corsi per la Ju Sport, quando cominciai a praticare questa meravigliosa disciplina che è il ciclocross. Per il secondo anno consecutivo la cittadina ha organizzato una prova del criterium varesino. 
Il percorso un po' discusso, sì è tenuto tutto in pianura, con un tratto iniziale e finale da capogiro, per via delle numerosissime curve, dove chi sa ben guidare ha potuto dire la sua. La pioggia dei giorni precedenti ci ha beneficiato di un assaggino di fango, ma nulla di importante e determinante. Invece più determinanti alcuni tratti nel sottobosco, perchè erano pieni di spine e radici da evitare. Ci si accontenta delle gare che ci sono e ci si presenta al via, almeno per quanto mi riguarda, sempre ben determinati a fare bene. Questa cosa, stona un po' con quello che borbotto a piena voce nei giri di riscaldamento, poco importa perchè questa stagione non so come, ma riesco a digerire tutti i percorsi che ho sempre "snobbato", riuscendo ad esprimermi al meglio, tutta questione di testa!
Il via, dato dallo speaker Gianluca, è ancora una volta su di giri, grazie alla partenza possente di Sabrina Bellatti, compagna di casacca che tallonata da Simona Etossi, non mollerà un' istante la prima posizione, dimostrando di essere una tra le crossiste più forti di questa stagione. Ottima la sua guida nel tecnico, che le ha permesso di fare la differenza tra lei e la portacolori del team Bortolami. In terza posizione ci sono io, che in questa giornata, forse per il percorso, ma sicuramente anche per la condizione, ho faticato a pedalare in scioltezza. Ho accusato parecchio nelle prime tornate, tant'è che ho preso un distacco non indifferente, difficile da colmare, nonostante da metà gara in poi mi fossi sbloccata. Ma diciamocela tutta, nel ciclocross gli elementi che caratterizzano la gara, non sono solo condizione, capacità, percorso e mezzo; bisogna fare i conti anche con la fortuna e sfortuna. La foratura di Etossi a metà gara, è stata una buona occasione per dare più di quello che le gambe potevano promettere in quel momento. Sapere che davanti a te, c'è qualcuno in difficoltà, ti da' quella carica in più che forse, non avrei avuto se non le fosse successo nulla. All'udire "dai che ha bucato", in automatico ci si alza di sella e si rilancia ad ogni curva, fino ad andare a riprendere la "sfortunata" e passare a testa bassa proseguendo l'azione, dando ancora di più per guadagnare il maggior margine possibile. Il tempo restante della competizione, è stato uno scappare per non essere ripresa. Avevo più punti di riferimento dove poter vedere se guadagnavo o meno. Fino a due giri dalla fine, Simona non ha mai mollato, anzi, si era rifatta sotto come solo lei sa fare, spingendo come una "dannata", facendomi impensierire non poco. Dalla mia parte, come ormai accade in tante gare, avevo il tifo non indifferente, ad ogni incitamento corrispondeva una pedalata più grintosa e una determinazione maggiore. A due giri dalla fine in un preciso punto, non l'ho più vista e lì, ho cominciato a pensare che ormai non ne aveva più. E più vedo che un'avversaria non ne ha, più io mi ricarico e vado giù a testa bassa; questa è una cosa che mi da una soddisfazione personale, che non ha eguali!

Qualcuno mi ha sottolineato la sfortuna altrui, ma io rispondo con il dire che le forature fanno parte del ciclocross come lo sono le cadute o le rotture del mezzo e che spesso, bisogna avere anche la capacità di non fare accadere certe sfortune. Voglio dire che si può bucare semplicemente perchè si tiene il sedere incollato alla sella, senza alzarsi al momento opportuno, oppure si può cadere perchè si sbaglia ad impostare una curva e così via. Ho perso due italiani a staffetta per miei errori, non certo per sfortuna o fortuna altrui.

Questo è il ciclocross e il ciclismo in genere, si può imparare e vincere, ma si deve anche saper perdere.
Dalle grandi sconfitte, nascono le grandi vittorie!



Classifica:


1^ Bellatti Sabrina (donne B)
2^ Cortinovis Cristina (1^ donne A)
3^ Etossi Simona (donne B)
4^ Perletti Clara (donne B)
5^ Jackson Janine (donne B)
6^ Rossi Lucia (donne A)

Potrete notare differenze nella distinzione tra donne A e B, da un trofeo all'altro. Questo dipende unicamente dal fatto che in teoria, da gennaio del prossimo anno la categoria donne A, sarà valida fino ai 44 anni. Non essendoci un comunicato ufficiale scritto nero su bianco, alcuni seguono il regolamento attuale, altri si sono portati avanti. Questo determina solo un gran casino tra le atlete che hanno dai 40 ai 44 anni, perchè si vedono stilate in due classifiche diverse a seconda che ci si trovi in un trofeo o l'altro.






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4 commenti:

l'inglesina volante ha detto...

A me manca le due cose essenziali per fare bene il cross....cioè, la tecnica e la capacità di andare sul fango! Non basta solo gambe e testa.... :-)

Cristina ha detto...

JJ acquisirai anche queste!

sandropan ha detto...

Bambine, se fate le brave magari domenica vengo a Garbagnate ad insegnarvi un po' di tecnica.

Cristina ha detto...

Maestro, ti aspettiamo! :-)